Eero Saarinen il ritorno

IMG_20180107_1559024Credo che funzioni così: quando smetti di cercare una cosa quella cosa viene da te. L’ultima volta che ho letto L’alchimista avevo 16 anni ed ero nerd, quindi non si tratta di una ricaduta. Tuttavia ci ho realmente pensato ieri quando ancora una volta (qui racconto il mio primo incontro ravvicinato con lui) mi sono imbattuto in Eero Saarinen e come nel primo caso, la poltrona era occupata da chi me l’ha venduta (anche se stavolta era un uomo e non leggeva il giornale, ma parlava di calcio). Cinque cose che mi sono trovato improvvisamente in casa.

  • Un quadro con una ballerina
  • Un cappotto doppio petto
  • Un parascintille ricamato a mano
  • L’ultimo disco di Norah Jones
  • La vita, l’amore e, forse, anche le vacche

“Don’t cry, baby, don’t cry”. Colonna sonora: The boy in the bubble By Peter Gabriel

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La Lancia Delta

Vigilia di Natale 1987. Fuori freddo e coperto. Mattina passata nel bosco a raccogliere vischio. Il pomeriggio scappati dalla campagna alla città con una mini blu interni radica. Gomma scoppiata. Rientro per la Vigilia con regali. La cena dai nonni non era a base di pesce, ma unica. 30 anni dopo ho ripercorso più o meno le stesse tappe.

  • Camini accesi
  • Regali sotto l’albero
  • Misurino esistenziale positivo
  • Bollicine in fresco
  • Rimpianti nessuno

Nel 1987 il mio desiderio era ricevere una lancia delta telecomandata. Buon Natale. Colonna sonora: Frosty the snowman By Tony Bennett

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Paura di niente

Succede perché in fondo è meglio così. Con i primi capelli bianchi sei anche più forte di “autorevolezza” e questa parolaccia si gonfia ancor più quando effettivamente la metti in pratica. Sugli altri, su te stesso. Paura di niente.

  • Il rattone che parte dai bidoni dell’umido
  • Il collega che alza la voce
  • L’avversario sulla carta più forte
  • Ex finti amici che fingono di non vederti
  • Diventare babbo

Il lunedì come il sabato. Ci sta. “E mi guardo un po’ intorno mentre fuori esce il giorno e mi vieni in mente e non ho più paura di niente” . Colonna sonora: Paura di niente By Jovanotti

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Lovely day

Non esiste un sabato che non sia come un lunedì o un banale mercoledì. Per questo credo sia bello lavorare senza tempo. Una colazione in un bistrot al Flaminio vale come una baguette con burro d’Isigny al Cafè Flore se guardi il bicchiere mezzo pieno. Cinque cose di questa amorevole giornata ancora da finire.

  • L’Alba in Valdichiana
  • Il giornale in treno
  • Il bellissimo della diretta
  • Il teatro
  • La carbonara di mezzanotte

Dino è davvero insuperabile. Colonna sonora: Lovely day By Bill Withers

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Seulement à Paris

3Se vi piace Parigi vi consiglio il libro “Avremo sempre Parigi” di Serena Dandini (Rizzoli, 20 euro, ebook 9,99 euro). Da amante, conoscitore, ex abitante ecc ecc di questa città ho rispolverato un vecchio post, sempre attuale. Una volta avevo scritto delle cinque strade che non posso perdere ogni volta a Parigi (qui). Poi ho scritto delle cinque cose da non fare a Parigi (qui). Ora voglio scrivere delle cinque cose che devo fare ogni volta a Parigi. La butto sul mangereccio, perché per godere bisogna mettere in moto tutti i sensi.

  • Fast(good)food. Un hamburger “autoctono” da Blend
  • Aperitivo. Un pastis sul canale di Saint Martin
  • Tradizione. Il confit de canard più parigino del mondo si mangia a La Fontaine de mars
  • Caffè fumanti. I più fashion li bevi nel fiammante “cafè” chez Colette en attendant le shopping (solo fino al 20 dicembre 2017…)
  • Fromages de France. Il plateu di Monoprix è pop e snob se mangiato sui tetti di rue de grenelle. (solo per pochissimi eletti)

Al mattino une palette bretonne e la giornata ha già un altro senso. Lo avevo promesso e lo faccio: saluterò Colette prima che chiuda dopo venti anni di attività, perchè una cosa è certa, anche le cose più belle finiscono. Colonna sonora: Pert By Yann Tiersen

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Montagne verdi

IMG_20171118_1044131Finisce così, una serata passata tra amici/colleghi/professionistichenonsiprendonosulserio, con un gufo e con Montagne verdi cantata in gruppo dopo un girarrosto inimitabile. Sì, credo avrei potuto fare tranquillamente il capo animazione di un villaggio vacanze, ma mi sono ritrovato a vivere di altro, senza tuttavia rinunciare al concetto di condivisione con certe persone per sentirsi vivi, unici e restare, senza dubbio alcuno, sempre con i piedi piantati a terra. Cinque cose che mi hanno detto in tre giorni di lavoro ad alto tasso adrenalinico.

  • Un professionista serio che non si prende sul serio
  • Dotato di una discreta eleganza
  • Cantante sopraffino
  • Stakanovista
  • Cazzurellone

Mi hanno fatto anche un brindisi, ma ho detto che era il camino che mi aveva fatto diventare rosso. Colonna sonora: Montagne verdi By Marcella Bella

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In pigiama

Sottotitolo: davanti al camino.
Il vento di Attila, la neve ai monti, il #pornotennis, l’adrenalina da lavoro, una nuova stagione in tutti i sensi. C’è anche il Natale che incombe prima del solito e va bene così. Sto preparando il mio addio, o forse, spero, solo arrivederci a Colette e nel frattempo misuro il peso dell’età con quello di un capello bianco. Tutto nella norma, come la proiezione di me da adulto (?) nel sogno della scorsa notte. Allora si. Altre cinque cose che ho scoperto.

  • Timisoara
  • La genesi di Trespass
  • Box set di Sky
  • Il pellet
  • Le mie vecchie racchette

E passo e chiudo. Colonna sonora: Random By Dino

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